6 luglio 2019

Lo zaino è pronto, io no: la divertente ossessione del viaggio

A me piace leggere i racconti di viaggio perché penso sia un modo per iniziare a sognare una meta e così ho letto Lo zaino è pronto, io no di Marco Lovisolo.

Avevo sentito parlare tanto di questo libro che riassume alcuni viaggi fatti, zaino in spalla, dal piemontese Lovisolo in giro per il mondo.

Non è certamente una guida di viaggio ma un racconto, molto ironico, sulla sua esperienza di viaggi di mesi in mete che sogno da anni.

Lo zaino è pronto, io no: la divertente ossessione del viaggio


Lo zaino è pronto, io no


Nel libro Lo zaino è pronto, io no Marco Lovisolo racconti i viaggi fatti in  alcuni Paesi dell'Asia (India del Nord, Cambogia, Vietnam, Laos) in Africa (Kenya) e in centro e sud America (Perù, Messico, Guatemala, Bolivia, Patagonia) e l'unica meta che ho visitato anch'io è proprio il Perù.

Da quello che scrive si desume che i viaggi non siano proprio recenti ma penso che alcune cose non siamo cambiate, mentre altre lo siano anche troppo con l'aumento del numero di turisti che toglie immancabilmente un po' di autenticità.

Il suo è un diario di viaggio che riassume le sue esperienze nei paesi visitati dei quali racconta un poco la storia per poter capire meglio alcune cose.
Il tutto è condito da una forte ironia per cui non si può ben capire fino a che punto le sue esperienze siano portate all'eccesso. Gli aneddoti raccontati sono molto divertenti e il suo modo di raccontare non può che invogliare a visitare quei Paesi.

Posso fare un paragone con quello che ho conosciuto io del Perù dicendo che non ho mai sofferto l'altitudine e che non ho masticato le foglie di coca, però ho bevuto tanto coca tea, ho trovato molto buona l'inca cola, denigrata da molti.

Per certi aspetti il libro ricorda i racconti di viaggio di Patrick Colgan, che però scrive con tutt'altro stile, e mi è piaciuto perché molto semplicemente fa entrare nella vita di tutti i giorni vissuta tra la gente in tanti Paesi che sono mete turistiche ambite.
Apprezzo anche il suo amore per la letteratura di viaggio, pure io amo Terzani, e il desiderio di viaggiare organizzando tutto da solo
per vedere cosa c'è veramente dietro l'angolo, non si può fare un viaggio organizzato, all inclusive
Rispetto a lui però mi piacciono le comodità, capisco però che viaggiando per un mese o più per questioni economiche si debba scendere a compromessi. Perciò viaggiare zaino in spalla, dormire in ostelli e usare i mezzi pubblici diventa la norma.
Una cosa che può tornare utile a tutti è imparare a preparare i bagagli.
Prima cosa che un buon viaggiatore deve sapere è preparare il bagaglio: deve essere leggero e compatto pur senza rinunciare al necessario
Io avevo scritto, tempo fa, una piccola guida che tengo sempre sott'occhio mentre preparo il trolley o lo zaino. Potete trovarla tra i miei e-book.

Viaggiare per tanto tempo, come fa lui, è il miglior modo per conoscere un Paese e uscire di soliti itinerari turistici.

In Kenya ha scoperto la gioiosa ansia dell'ignoto mentre in altre parti del mondo ha avuto modo di conoscere realtà locali e di entrare a contatto con la popolazione.
È il gusto del viaggio, della scoperta, del contatto con l'altro. È il sapore della libertà
Non posso che condividere quest'affermazione perché solo in viaggio mi sento realmente libera.

Titolo: Lo zaino è pronto, io no
Autore: Marco Lovisolo
Anno: 2016
Editore: Youcanprint Self-Publishing
Pagine: 224

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