12 giugno 2019

Gli ultimi romanzi della Fallaci expat a New York

Dopo aver apprezzato lo stile della Fallaci in tanti sui libri ho letto gli ultimi che ha scritto quando viveva da expat a New York.

Sono stati scritti a distanza di qualche anno l'uno dall'altro, il primo è più uno sfogo dopo l'attentato alle Torri Gemelli, mentre l'altro è un pesante atto d'accusa al mondo occidentale che resta inerme facendosi colonizzare, a sua detta, dai Paesi arabi.

La Fallaci è sempre brava ad argomentare i suoi pensieri ma questi suoi libri vanno letti con spirito critico perché a molte cose si potrebbe ribattere, l'assenza di contraddittorio fa sembrare che abbia ragione.

Gli ultimi romanzi della Fallaci recensione


La rabbia e l'orgoglio: la recensione


Dopo l’attentato del settembre 2001 alle Torri Gemelle Oriana Fallaci, su invito del direttore del Corriere della Sera De Bortoli, ha scritto un articolo di condanna pubblicato poi sul giornale.
Il suo articolo originale però era molto più lungo e così la scrittrice ha deciso di pubblicarlo in questo libro rompendo il suo silenzio letterario lungo un decennio.

La rabbia e l'orgoglio è preceduto da una prefazione, di una cinquantina di pagine, dell'autrice in cui racconta di come in due settimane abbia scritto queste pagine senza praticamente mangiare e dormire, tanto era desiderosa di dare un contributo facendo quello che sapeva fare meglio, cioè scrivere.
La Fallaci è consapevole che lo scrivere influenza i pensieri e le azioni di chi legge più che con le bombe!
La Fallaci nella prefazione racconta di come abbia deciso di ritirarsi a vivere a New York, abbandonando la sua amata Firenze e la sua Patria, come tanti connazionali hanno fatto nei secoli scorsi. In queste pagine parla di sé, della sua famiglia e di molti fatti che le sono accaduti in giro per il mondo.
Dopo l’attentato alle Twin Towers prova rabbia vedendo scene di esultanza in giro per il mondo e se la prende soprattutto coi politici, di sinistra e di destra, che sembrano non fare nulla per evitare che il mondo diventi territorio di conquista del mondo musulmano.
Il libro più che un racconto è uno sfogo della scrittrice contro il mondo arabo, considerato da lei molto arretrato rispetto a quello occidentale dalla cultura millenaria e dove la libertà è garantita dalla democrazia.

Qui posso dire che anche quei Paesi hanno una cultura millenaria ma per molti aspetti sono rimasti arretrati, non è detto che il nostro progresso sia una cosa migliore ma senza dubbio la democrazia e la libertà devono esserci ovunque.

L’autrice, durante i tanti anni in cui ha fatto la giornalista, ha avuto modo di conoscere molte realtà e così descrive le sue esperienze nei paesi musulmani, i guai avuti e le violenza che vi imperano.
Ho avuto modo di scoprire esattamente cosa sia successo alle famose statue dei Buddah che furono distrutte dai talebani in Afghanistan, solo perché erano di un'epoca precedente all'avvento di Maometto! Davvero incredibile, ma non c’è da stupirsi visto che in molti Paesi le libertà più elementari sono negate e l'analfabetismo è altissimo.

La Fallaci se la prende anche con gli europei, in particolare gli italiani, che stanno perdendo i loro valori culturali, non conoscono la storia e si sentono italiani solo in occasione delle partite di calcio o delle olimpiadi, preferendo sventolare nelle piazze le bandiere rosse.
Tutti sembrano pensare ai propri diritti e non ai doveri.
Ma lei se la prende con tutti i politici, definiti voltagabbana, che pensano solo alla loro poltrona e pure col Cavaliere, all'epoca appena entrato in politica, accusandolo di avere come socio un principe saudita, conoscendo la mancanza di libertà di quel popolo.
Nella sua lunga accusa si domanda chi paghi i viaggi dei tanti disperati che arrivano da noi, forse chi vuole tentare in questo modo di colonizzare l’occidente?

Il libro offre molti spunti ma va letto con spirito critico e ho trovato interessanti i racconti delle esperienze dell’autrice, che in tanto livore trova parole positive per il Dalai Lama, incontrato nel 1968, che ritiene un uomo straordinario, pacifico, tollerante e saggio.
Devo dire che in questo atto di accusa non propone molte alternative se non descrivere in poche righe la sua Italia ideale: semplice, intelligente, dignitosa, coraggiosa e che non si lascia intimidire.

Ho letto il breve libro in soli due giorni, sempre affascinata dal modo di scrivere di questa autrice, che ho scoperto solo recentemente e che voglio approfondire meglio.
Le sue accuse sono forti e dettate dal recente attentato ma, anche se sono passati tanti anni, sono sempre attuali: politici forti e decisi non c'è ne sono e dai paesi arabi non viene nulla di buono.
Siamo nel duemila eppure a moltissime persone vengono negati i diritti fondamentali e questo si ripercuote su tutti noi, ma è difficile portare pace e stabilità tra quei popoli.

Un libro che mi è piaciuto soprattutto perché fa riflettere, anche se non condivido le sue prese di posizione.

La forza della ragione: recensione


Oriana Fallaci ha scritto nel 2004 La forza della ragione che ha come argomento principale la presunta invasione del mondo islamico in occidente per distruggerlo culturalmente e politicamente, trasformando l’Europa in Eurabia!!

La scrittrice inizia parlando delle conquiste fatte dagli islamici nel corso dei secoli, portando morte, facendo razzie e stupri, riducendo le popolazioni in schiavitù e senza portare nulla di buono.
Ella si meraviglia di come molti ritengano la cultura islamica superiore a quella occidentale perché tra i musulmani ci sono state ben poche figure di rilievo e vede la loro cultura molto arretrata e non capace di evolversi.
Gli Stati islamici, infatti, non sono democratici e la legge del Corano diventa la loro legge. Perciò le donne sono considerate inferiori, il popolo viene tenuto nell'ignoranza, non si pensa al progresso, vengono applicate leggi antidemocratiche e che limitano i diritti dei cittadini.
La Fallaci dopo l'escursus storico racconta fatti accaduti ai giorni nostri che reputa prove del fatto che l'Islam sia diventato importante nel mondo occidentale. Parla di cose che ha vissuto in prima persona nei paesi arabi, di personaggi incontrati, di fatti di cronaca che magari dopo un po' vengono scordati dall'opinione pubblica.

Racconta della costruzione di moschee e minareti in Europa facendo presente che nel mondo arabo non ci sono Chiese e che propri i prelati aiutano gli immigrati, anche troppo, persino dando loro edifici da convertire in luoghi di culto. In occidente i praticanti sono sempre meno e le Chiese sono vuote mentre le moschee sono piene!
Ribadisce che vogliono impadronirsi dell'occidente venendo qui e facendo figli, sposandosi con donne occidentali, che fanno convertire, perché sanno che qui la natalità è bassa e tra un paio di generazioni saranno in numero maggiore.

La scrittrice s'interroga di come tutto ciò sia potuto accadere e del motivo per il quale siano state fatte diversi leggi per tutelarli ma senza pensare alle conseguenze.
Fa presente che una persona che immigra in un altro Paese dovrebbe rispettarne le leggi e non infrangerle, vedi la poligamia attuata tranquillamente o il fatto di voler far vacanza il venerdì quando da noi si fa la domenica.
Anche qui si scaglia contro i politici ritenuti deboli che, per avere qualche voto, svendono la nostra cultura.
Persino la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo è stata modificata scrivendo che tutti i diritti lì esposti nei paesi islamici devono sottostare alla legge della Sharia.
In molti stati come l’Inghilterra ci sono movimenti che vorrebbero creare uno stato islamico all'interno di quello ufficiale che abbia proprie leggi, questo è davvero assurdo!

Il libro è scritto con lo stile che contraddistingue la Fallaci e si legge in poco tempo, soprattutto perché riesce a essere coinvolgente. Come il precedente sembra uno sfogo seppure, questa volta, concluda dicendo che sia necessaria la ragione per difendere la nostra cultura millenaria dagli attacchi dell'Islam.

Molto interessanti alcuni racconti di esperienze vissute che fanno capire più di mille discorsi retorici, ma non tutto va preso alla lettera.
Chi si schiera contro gli arabi viene visto come un razzista ma la vedo in parte come lei, le nostri leggi democratiche vanno difese e non si può pensare di adattarle per persone che non vogliono rispettarle.
Parlando della situazione mediorientale dice quanto sia difficile portare la democrazia a un popolo che non l'ha mai conosciuta e che vede i soldati stranieri come invasori, non come portatori di pace.
Non tutte le sue affermazioni sono condivisibili ma sicuramente può essere un monito a vigilare perché le nostri leggi democratiche siano sempre rispettate da tutti, chi vive in uno stato deve rispettarle sempre!

Essendo atea trovo assurdo che la legge di uno Stato sia quella dettata da una religione, qualunque essa sia, perché una deve regolare i rapporti col creatore e l'altra quella tra i cittadini, tutti uguali senza distinzione di razza o di credo, come sancisce un diritto fondamentale della nostra costituzione!

Un libro interessante, seppure scritto come un atto d’accusa senza contraddittorio, che fa riflettere su molte cose attuali che magari non vengono trattate con la dovuta importanza dai mass media.

Titolo: La rabbia e l'orgoglio
Autore: Oriana Fallaci
Anno: 2001
Editore: Rizzoli
Pagine: 171

Titolo: La forza della ragione
Autore: Oriana Fallaci
Anno: 2004
Editore: BUR
Pagine: 325

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