24 maggio 2019

Intervista con la storia di Oriana Fallaci

Anche se il mio genere preferito è il thriller alterno quelle letture, che considero leggere, a quelle più impegnative come Intervista con la storia di Oriana Fallaci.

Conoscevo l'autrice per aver già letto altri suoi libri e confermo che adoro il suo modo di raccontare.
Ho preso in prestito in biblioteca l'edizione uscita nel 1978, con nuove interviste ai leader politici degli anni '70, e la prefazione della stessa autrice che racconta come è nata l'idea di scriverlo.

Intervista con la storia di Oriana Fallaci


Intervista con la storia: interviste ai leader degli anni '70


La lettura di Intervista con la storia, viste le oltre 600 pagine, è piuttosto impegnativa ma sicuramente stimolante visto che la Fallaci propone le interviste che ha fatto negli anni '70 a una serie di personaggi politici di indubbia importanza in quell'epoca.

Seppure questi personaggi siano per la maggior parte non più in vita è interessante leggere cosa ne pensassero della situazione politica del loro paese e di quella mondiale dell'epoca e cosa auspicassero per il futuro.

La Fallaci sappiano che si colloca politicamente a sinistra ma le sue interviste vanno al di là delle sue idee personali, il suo intento è capire chi si trova di fronte, riuscendo a comprendere se mente o dica la verità, e cercare, in molti casi, di portarlo a ragionare sulla democrazia e la libertà.

Confesso che alcuni di questi personaggi non mi erano molto familiari visto che la storia contemporanea, purtroppo, si studia poco alle superiori, mentre sarebbe molto utile per capire la situazione politica attuale.
Grazie alla premessa a ogni intervista si riesce a capire chi è il personaggio che andremo a conoscere.

L'unico, a quanto riferisce lei stessa, che l'ha ringraziata dopo la pubblicazione delle interviste, apparse all'epoca su un settimanale, è stato il leader cambogiano Norodom Sihanuk.

Le interviste cono più o meno lunghe ma fanno capire quasi sempre la personalità dell'intervistato, tranne in alcuni casi nei quali la Fallaci non è riuscita a superare la barriera di diffidenza come nel caso del capo della CIA Colby.

Le interviste sono nell'ordine a Kissinger, che si definisce un cowboy che fa tutto da solo, ai leader vietnamiti Van Thieu e generale Giap, in questi casi si parla del conflitto in corso e delle possibili soluzioni.

Dopo ci sono le interviste a Golda Meier, donna risoluta ma innegabilmente capace, ad Arafat e George Habash che, essendo dalla parte dei palestinesi, rivendicando la necessità di atti terroristici per riavere le loro terre.
Cosa interessante è stato scoprire che la Palestina un tempo comprendeva anche la parte della Cisgiordania ora in territorio giordano, perché allora si accaniscono tanto contro Israele?
A distanza di quarant'anni questo conflitto è ancora risolto mentre sarebbe auspicabile che le due parti si venissero incontro e finissero i conflitti.

Seguono le interviste a re Hussein di Giordania, a Indira Gandhi, Alì Bhutto, Bandranaike.
Questi leader asiatici non mi erano molto familiari perciò è stato interessante conoscere le loro vite, soprattutto delle donne visto che i leader di questo sesso sono sempre pochi.

Seguono le interviste a politici italiani: il socialista Nenni, il democristiano Andreotti e il comunista Amendola.
Poi si passa al cancelliere tedesco Brandt al re Selassié che nega la povertà del suo popolo e che risulta molto odioso sia nel parlare usando il "noi" sia nella sua ostentata ricchezza.

Seguono le interviste all'iraniano Reza Pahlavi e al saudita Yamani. In questi casi la Fallaci fa domande sulla democrazia e la crisi del petrolio. Pahlavi fa previsioni sugli stati che avranno in futuro grande poteri economici e sbaglia alla grande escludendo la Cina!
Yamani invece conferma di non volere la democrazia perché, secondo lui, porta al caos e anche la libertà va concessa a piccole dosi!!

Seguono le interviste al capo della CIA Colby, all'onorevole Pike che scrisse un rapporto sul finanziamenti della CIA a stati esteri o partiti stranieri per contrastare il comunismo.

Si torna poi in Europa con le interviste ai leader portoghesi Soares e Cunhal nel periodo nel quale si temeva un colpo di stato e dello spagnolo Carrillo.

Segue un'intervista al prete brasiliano Camara, che non avevo mai sentito nominare, che si batteva contro le ingiustizie e per la libertà.

Seguono l'intervista al leader cipriota Arcivescovo Makarios e quella a Panagulis, che fu compagno della Fallaci al quale ha dedicato il libro Un Uomo nel quale racconta le torture subite in carcere e condanna il regime greco.

La lettura è molto scorrevole e come dicevo è interessante conoscere meglio questi personaggi e, alcune volte, sembra che parlino di cose attuali visto che la storia ha i suoi corsi e ricorsi e non s'impara dagli sbagli del passato.
Il suo modo di raccontare è molto diverso da quello di Terzani ma entrambi hanno il dono di narrare ciò che vedono, andando oltre le apparenze.

Titolo: Intervista con la storia
Autore: Oriana Fallaci
Anno: 1974 
Editore: Rizzoli - BUR
Pagine: 892

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