9 gennaio 2019

Il libro tibetano dei morti: come salvare la propria anima

Molti anni fa comprai Il libro tibetano dei morti, attratta dalla filosofia orientale, ma dopo la prima lettura mi lasciò perplessa e delusa perché pensavo potesse darmi delle risposte.
Dopo un paio d’anni l’ho riletto, su consiglio di un amico che si stava avvicinando al buddismo e che consigliò anche Siddharta di Hesse, e allora l’ho trovato più interessante.

Io ho letto l'edizione breve del libro, quella completa consta di oltre 600 pagine, con attenzione cercando di capire bene ciò che vuole spiegare e come riuscire a salvare la propria anima.

Il libro tibetano dei morti: come salvare la propria anima


Il libro tibetano dei morti: cos'è?


Nelle prime pagine de Il libro tibetano dei morti viene spiegata l’utilità del testo, ovvero come salvare la propria anima dopo la morte e leggere i segni che indicano la morte.

Nei capitoli successivi si parla della luce che si vede dopo la morte, dei vari stati dell’esistenza e di ciò che accade nei giorni successivi alla morte.
Sia il defunto che quelli rimangono in vita devono compiere delle azioni che aiutino l'anima a trovare pace e a non reincarnarsi in una delle sei forme dell'esistenza.

L’ultimo capitolo insegna a come riconoscere i segni, fisici e mentali, che indicano una morte ormai prossima.

Il libro tibetano dei morti: la recensione


La tematica del libro è molto interessante ma come ho detto ci sono volute due letture per capire appieno gli insegnamenti e, anche ora, tutto mi è piuttosto vago e non tutto è spiegato.
Uno degli insegnamenti principali è quello di prendere coscienza di dove ci si trova e, soprattutto, di cercare la luce che porta alla salvezza senza lasciarsi tentare da false “strade” e da demoni malvagi.

Questo libro è il famoso Bar-do-thos-grol, un testo in sanscrito scritto nel VII secolo, che insegna ad avvicinarsi sereni alla morte e che vale per tutti.
Infatti, qualsiasi sia il credo religioso si potrà trovare le risposte nell'aldilà una volta trapassati. Perciò la ricerca della luce vale per tutti perché porta a raggiungere quello che per molti è il Paradiso. Riuscire a raggiungere lo stato di perfezione non è semplice perché, dopo la morte, molte sono le tentazioni a cui si viene sottoposti ma, seguendo gli insegnamenti e le preghiere imparate, si deve riuscire.

La parte che più personalmente mi interessava era quella sui segni premonitori della morte, devo dire che alcuni sono piuttosto banali ma altri un po’ inquietanti. Ad esempio desiderare di andare lontano può essere considerato un desiderio di morte per allontanarsi da quelli che si conosce.
Questo è uno dei desideri che ho sempre, persino quando sogno immagino luoghi lontani!

Il libro richiede una lettura attenta perché molte pagine sono scritte con una punteggiatura fitta e frasi molto brevi, quasi fossero un elenco di cose da fare o non fare o un elenco dei segni premonitori di morte vicina o lontana.
Per fortuna, anche se compaiono alcuni segni, si può cambiare il destino con le preghiere o le nostre azioni, perciò non è una lettura pessimista ma dà molta speranza per una vita terrena lunga e per la ricerca della salvezza.

Titolo: Il libro tibetano dei morti (Bar-do-thos-grol)
Autore: Padmasambhava
Editore: Demetra
Anno: Edizione del 2001
Pagine: 160

1 commento:

  1. hai ragione è un libro impegnativo da leggere, io l'ho letto diversi anni fa e non lo apprezzai poi lo rilessi alla morte di mia nonna e mi è stato davvero utile

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