2 gennaio 2026

L'orfanotrofio sul lago: la recensione del thriller

L'orfanotrofio sul lago è un thriller che sfrutta un'inquietudine di fondo per costruire una storia in cui nulla è davvero come appare e ogni risposta porta con sé nuove domande.

Un libro che intrattiene con efficacia con una protagonista determinata che, nonostante le difficoltà personali, non si arrende.


L'orfanotrofio sul lago: recensione thriller


L'orfanotrofio sul lago: la recensione del thriller

La protagonista è Hazel Cho, trent'anni, investigatrice privata di origini coreane che vive a New York. La sua carriera stenta a decollare e la sua vita personale è ferma in una zona grigia di insoddisfazione e aspettative mancate.

L'occasione di una svolta arriva quando Madeline Hemsley, donna ricchissima e avvolta da un alone di mistero, le propone un incarico apparentemente semplice: ritrovare Mia, una ragazza scomparsa da un orfanotrofio chiamato Saint Agnes. All'inizio tutto lascia pensare a una fuga volontaria, man mano che Hazel approfondisce le indagini, però, la realtà comincia a incrinarsi.

Nell'orfanotrofio emergono dettagli disturbanti: un numero insolitamente alto di ragazze scomparse nel corso degli anni, il direttore Thomas Mackenzie che appare troppo intransigente e un sorvegliante che fa venire la pelle d'oca.

A rendere il quadro ancora più inquietante è la sensazione di Hazel di essere osservata, seguita da figure sinistre che rendono l'indagine sempre più pericolosa.

Madeline Hemsley fornisce informazioni frammentarie a Hazel che suggeriscono che stia nascondendo qualcosa di importante. Più la protagonista scava, più si rende conto che l'orfanotrofio sul lago non è solo il luogo della sparizione, ma il fulcro di un sistema marcio, costruito su silenzi, omissioni e verità taciute per anni.


Dal punto di vista narrativo, Daniel G. Miller si affida a un ritmo incalzante che tiene alta l'attenzione del lettore. Gli indizi vengono distribuiti con gradualità e l'autore gioca con false piste senza mai barare: il lettore ha sempre gli elementi per formulare ipotesi, anche se non tutte conducono nella direzione giusta.

L'atmosfera è uno dei punti di forza del romanzo, che si trova in vendita online: l'orfanotrofio, isolato e sospeso nel tempo, carico di un'oscurità che si percepisce fin dalle prime pagine.

Hazel è una protagonista ben delineata, anche se in alcuni momenti rischia di scivolare in tratti già visti nel genere. La sua determinazione, il conflitto con le aspettative familiari e la volontà di affermarsi professionalmente la rendono credibile, pur senza raggiungere una profondità emotiva particolarmente memorabile.

Altri personaggi da menzionare sono il coinquilino Kenny, bravissimo cuoco, che sta studiando per diventare un poliziotto, e Bobby Riether,un detective che sta seguendo il caso della sparizione di Mia ma è ostacolato dai suoi colleghi.

Un'altre figura di rilievo in questo thriller è Sonia Barreto, la direttrice dei servizi sociali dell'orfanotrofio e responsabile del programma di accoglienza, una donna che ha fatto carriera e che sembra tenere molto alle ragazze.

Andrew DuPont è un ricco rampollo di una famiglia importante di New York che riesce a far scordare a Hazel la loro differenza sociale. Una storia d'amore che sembra da sogno è un elemento forse scontato nel romanzo.

Il fatto che l'autore non nasconda nulla al lettore e non ricorra a colpi di scena artificiosi rende l'indagine coerente, ma allo stesso tempo limita l'effetto sorpresa, soprattutto per chi ha una buona familiarità con i thriller come quelli di Deaver.

Il finale, pur funzionando sul piano logico, risulta abbastanza prevedibile: il senso di inquietudine accumulato lungo la narrazione non esplode in un vero ribaltamento, ma si risolve secondo schemi riconoscibili.

L'orfanotrofio sul lago è una lettura piacevole e scorrevole, capace di coinvolgere grazie all'atmosfera e al ritmo sostenuto.


Titolo: L'orfanotrofio sul lago (The Orhanage by the Lake)
Autore: Daniel G. Miller
Anno: 2024
Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 319

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