20 dicembre 2018

Cinque brevi racconti di Banana Yoshimoto

Ricordi di un vicolo cieco è una raccolta di cinque brevi racconti scritti da Banana Yoshimoto, un'autrice che non conoscevo ma della quale avevo sempre sentito elogiare.

Questi cinque racconti, scritti nel 2003, parlano di persone che si interrogano sul significato della vita e sulla possibilità di essere felici.
Questa tematica è per me molto interessante e perciò ho iniziato la lettura con molte aspettative.

Cinque brevi racconti di Banana Yoshimoto


Ricordi di un vicolo cieco: La casa dei fantasmi



Nel primo racconto della Yoshimoto, intitolato La casa dei fantasmi, la protagonista è Setchan una giovane che trova un grande amico in Iwakura. La prima ama molto cucinare e vuole succedere ai suoi genitori nel ristorante di famiglia, il secondo, al contrario, non vuole un destino prefissato dai suoi e non vorrebbe lavorare nella pasticceria dei genitori. Tra i due c'è un forte legame di amicizia che sfocia in un rapporto intimo, ma poi lui parte per Parigi e sembra che le loro strade si dividano.

Mammaa!: il secondo racconto della Yoshimoto


Nel secondo racconto di Ricordi di un vicolo cieco, Mammaa!, la protagonista è la giovane Matsuoka che lavora in una casa editrice e rischia di morire avvelenata in mensa. La malattia che ne seguirà riporterà a galla una depressione che da anni la accompagna, e che le fa invidiare le persone che vivono superficialmente. Pian piano riesce a trovare la forza di vivere e ritrovare la fiducia nelle persone, lasciare il fidanzato che non la apprezza abbastanza e forse trovare un nuovo amore.

La luce che c'è dentro le persone: Ricordi di un vicolo cieco


Nel terzo racconto, La luce che c'è dentro le persone, la Yoshimoto racconta l'amicizia tra due bambini ,Mitsuyo e Makoto, che trascorrono molte ore pomeridiane assieme. Lui appartiene a una famiglia ricca e numerosa e suscita l'invidia di lei, che vede in questo una sensazione di calore. Ma lui le dice che il calore della famiglia è dato dalla luce che hanno le persone, non dall'ambiente circostante. Il tragico destino di Mitsuyo sembra segnato dalle sue parole e dalla sua rassegnazione.

La felicità di Tomo-chan


Nel quarto racconto, La felicità di Tomo-chan, la protagonista è una giovane, violentata da un amico d'infanzia a sedici anni, che sembra avere uno spirito che la protegge nei momenti difficili e che la accompagna sempre non lasciandola mai sola.

Ricordi di un vicolo cieco


Nel quinto racconto che dà il titolo alla raccolta, Ricordi di un vicolo cieco, la protagonista è la giovane Mimi, delusa dal fidanzato, un uomo che non ha neppure il coraggio di lasciarla, e che trova un amico che l'aiuta a superare un momento difficile. Lei sembra accontentarsi delle piccole cose e non ha mai avuto il desiderio di viaggiare, di vivere da sola, ma ora si sente pronta ad affrontare al vita.

Tutti questi brevi racconti hanno come protagonisti dei giovani che vivono una vita semplice, che amano la routine, che si sentono legati alle tradizioni, che seguono il volere dei genitori. Questa realtà l'ho sentita molto distante dalla mentalità europea, forse in Giappone le tradizioni familiari sono ancora molto radicate, non che sia un male, ma la lettura di questi racconti non mi ha preso molto.
Le storie sono molto tristi e parlano di persone che per motivi molto seri ed eventi imprevisti si trovano a interrogarsi sulla vita, sul loro destino, sulla felicità.

Certamente è difficile dire cosa sia la felicità, sembra che quando la raggiungiamo poi debba accadere qualcosa che ci riporta nello sconforto.
Forse la felicità sta nel vivere giorno dopo giorno la nostra vita, sentendosi liberi, cercando di realizzare i nostri desideri e trovando il meglio in ogni piccola cosa.

Il libro è scritto con un linguaggio semplice, in fondo c'è il glossario che spiega il significato dei nomi giapponesi.
Alcuni racconti sono buoni, altri non mi sono piaciuti e proprio nel primo non ho trovato carino il modo col quale lui le dice di voler far sesso, sembrerebbe che sia normale sentirsi dire una cosa del tipo "penso solo al buco che hai" che io troverei molto brutto da ascoltare.

Il romanzo non mi entusiasmato ma proverò a leggere un altro romanzo della Yoshimoto perché non si può dare un giudizio su un autore basandosi solo sulla lettura di un opera.

Titolo: Ricordi di un vicolo cieco (Deddoendo no omoide)
Autore: Banana Yoshimoto
Anno: 2003
Editore: Feltrinelli 
Pagine: 159

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