21 novembre 2018

La cucina color zafferano: la ricerca della libertà

La cucina color zafferano è il romanzo d'esordio, pubblicato nel 2006, della scrittrice anglo-iraniana Yasmin Crowter.

Questo libro è scritto con uno stile semplice e incisivo, la storia è ben raccontata e pian piano si ricostruisce la vita di una donna forte ma passata attraverso molte traversie.
Molto interessante la narrazione delle tradizioni iraniane, della vita tra le mura domestiche, la descrizione dei luoghi, dei sapori, dei profumi che ci portano in terre lontane.

La cucina color zafferano: la ricerca della libertà


La cucina color zafferano: il libro


La protagonista del romanzo La cucina color zafferano della Crowter è Maryam Mazar, figlia di un generale iraniano molto intransigente e ligio alle tradizioni del suo paese.

Attraverso flashback viene ricostruita la vita della donna, cresciuta in Iran nelle cittadine di Mashad e Mazareth, che ora vive a Londra con il marito e la figlia.

Maryam ha altre due sorelle con le quali vive, assieme alla madre in un'ala della casa, mentre il padre vive nella parte centrale con la sua nuova e giovane moglie, che gli darà un figlio maschio.
La prima sorella di 19 anni è già sposata e ha tre figli, fin da bambina era stata destinata a sposare il cugino.
Maryam vuole avere la possibilità di scegliere della propria vita e non vorrebbe avere la vita di nessuna delle donne della sua famiglia, né delle sue sorelle né della madre.
In estate trascorre lunghi periodi in campagna dove la famiglia ha dei possedimenti terrieri e qui ha maggiori libertà, seppure sia sempre seguita con amore dalla cuoca Fatima per lei come una madre.
La giovane trascorre molto tempo con il giovane Ali, figlio di mezzadri, che è riuscito a diventare una sorta di segretario del padre di Maryam grazie alla sua intelligenza. Ali le insegna l'inglese e lei inizia a pensare di voler allontanarsi dalla famiglia e diventare infermiera.

Il padre, quando compie sedici anni, vorrebbe farla sposare con un uomo, figlio di un commerciante e proprietario terriero, che non ha neppure mai visto e osteggia il suo progetto di andarsene.
Nessuno della famiglia, neppure le donne che lavorano per loro come domestiche, capisce perché una donna debba lavorare. Per tradizione solo quelle povere lavorano perché costrette per vivere e alla loro famiglia no manca nulla.
Inoltre Maryam vuole un uomo che la "guardi e la veda" e non che la sposi solo perché appartiene a una famiglia importante.
Il solo sospetto che Maryam e Ali abbiano passato una notte da soli scatena l'ira del padre che vede disonorata la sua famiglia, seppure la giovane neghi che sia successo qualcosa tra loro.
Dopo questo fatto Marym viene mandata via da casa e ottiene a caro prezzo la libertà sempre desiderata e va a Londra, dove conosce un uomo che la sposa.
Ora ha una figlia Sara, trentenne, con la quale ha un rapporto conflittuale.
Dopo un aborto della ragazza Maryam si sente in colpa e torna in Iran per ritrovare le sue origini e qui viene raggiunta da Sara, che riuscirà a capire finalmente alcuni aspetti del carattere della madre.

Maryam conserva negli occhi nostalgia per qualcosa finito per sempre, per la sua terra lasciata, per il perdono mai avuto dal padre, potente e crudele.

Di lui conserva pochi ricordi felici, lo vedeva di rado e non riusciva ad avere un rapporto sereno.
Pur essendo passati tanti anni. l'Iran ha sempre le sue tradizioni e le persone ancora ricordano lo scandalo suscitato dal suo comportamento e, neppure ora che sono invecchiati, Ali viene accettato dalla sua famiglia.
Sembra incredibile, ma la tradizione che vuole relegata la donna a un ruolo secondario in famiglia si mantiene forte, come il fatto che debba mantenere un atteggiamento sottomesso in pubblico, tenendo la testa bassa.
Si può capire la tradizione del dover indossare il chador, ma il fatto che l'uomo debba comandare è improponibile per la nostra cultura.

Maryam capisce che ci sono tanti tipi di libertà e ognuno ha il suo prezzo, di viaggiare, amare, appartenere a un posto, per una che scegliamo dobbiamo cederne un'altra.
Quello che le è successo nei giorni dello scandalo ha cambiato la sua vita per sempre, togliendole qualcosa, facendola sentire colpevole ma allo stesso tempo dandole la forza per risollevarsi ma facendola indurire.

Maryam vivrà sempre col pensiero di non essere stata perdonata dal padre, un uomo che sarebbe solo da disprezzare per come ha trattato la figlia, invece di proteggerla dalle dicerie.

Seppure l'Iran sembri un paese difficile in cui vivere, lei ama la sua terra dai colori dell'ambra, del zafferano e dell'ocra e tornando capisce di dover restare e capire come sarebbe stata la sua vita qui.

Titolo: La cucina color zafferano (The Saffron Kitchen)
Autore: Yasmin Crowther 
Anno: 2006
Editore: TEA
Pagine: 260

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