17 ottobre 2018

Il piccolo principe: le metafore di Saint-Exupéry

Il piccolo principe di Saint-Exupéry è uno di quei libri che tutti consigliano e così ho letto il breve racconto ricco di metafore con troppe aspettative che sono andate deluse.

So di essere una delle poche che non lo ha apprezzato ma sono sincera nelle mie recensioni, in fondo ognuno di noi ha gusti diversi e non tutto ci può piacere.
Il breve racconto con molte illustrazioni ha come voce narrante quella di un aviatore che ha fatto un atterraggio d'emergenza nel deserto del Sahara.

Il piccolo principe: le metafore di Saint-Exupéry


Il piccolo principe: le metafore



Il piccolo principe è un libro per bambini ma in realtà, viste le tante metafore, si rivolge
ai grandi che sono stati bambini una volta e poi se ne sono dimenticati

L'aviatore nel deserto incontra un piccolo principe, un omino piccolo e biondo che proviene da un minuscolo pianeta e che prima di arrivare sulla Terra ha visitato altri pianeti abitati da personaggi differenti tra loro.

Sul primo ha incontrato un re che vi abita da solo e non ha nessuno a cui imporre la sua volontà, ma è saggio perché sa che può esigere solo quello che ciascuno può dare, non l'impossibile.

Nel secondo incontra un vanitoso in cerca di chi lo ammiri ma per il piccolo principe ciò non ha senso.

Nel terzo incontra un ubriacone che beve per dimenticare la vergogna di bere, una palese contraddizione scacciare un errore con un altro errore.

Nel quarto trova un uomo d'affari impegnato nel contare le stelle, il cui nome chiude a chiave in un cassetto per rivendicarne il possesso, secondo il piccolo principe quello che fa è inutile perché non è di utilità né alle stelle né a se stesso, vuole solo sentirsi padrone.

Nel quinto trova un lampionaio intento ogni minuto a spegnere e riaccendere i lampioni, perché sul suo pianeta il giorno dura un minuto, ma è l'unico personaggio che fa qualcosa di utile.

Nel sesto pianeta incontra un geografo che conosce dove sono le montagne, i mari, i fiumi ma non si muove dal suo studio, trascrive solo quello che gli comunica l'esploratore.

Il piccolo principe incontra una volpe che gli fa capire l'importanza dei legami tra le persone e così si rende conto di sentire la mancanza del fiore, una rosa, che coltivava con cura ogni giorno.

Il libro è pieno di metafore che con parole semplici ci fanno capire l'importanza dei sentimenti svegliando il bambino che è dentro di noi.
Crescendo si vedono le cose in maniera differente e spesso vediamo solo quello che ci pare, non cerchiamo di andare oltre le apparenze.

Il principe fa mille domande perché vuole capire le cose, come un bambino, ma spesso le risposte che riceve non lo soddisfano perché non capisce comportamenti per lui incomprensibili.
La rosa che coltiva sul pianeta curandola costantemente rappresenta i sentimenti che ci legano, standone lontano capisce l'importanza che aveva per lui. A volte si dà per scontato che le cose rimangano sempre uguali ma non è così lo sa bene lui che ora teme di tornare sul suo pianeta e di non trovarla più.

Io sono rimasta delusa da questa lettura, come da altre, ma a mio parere risulta una sorta di favola piena di metafore ma che non sono approfondite a sufficienza, passa troppo velocemente da un personaggio all'altro.

Antoine De Saint-Exupéry è nato a Lione nel 1900 e scomparso durante una missione nel cielo di Francia nel 1944 in circostanze non precisate, forse fu abbattuto da un aereo tedesco o precipitato in mare per un'avaria mentre sorvolava i luoghi della propria infanzia.
Il personaggio dell'aviatore è una sorta di alter ego di lui stesso.

Il piccolo principe (Le Petit Prince)
Autore: Antoine de Saint-Exupéry
Anno: 1943
Editore: Newton Compton
Pagine: 143

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