25 luglio 2018

Non è un paese per vecchi di McCarthy

Dopo aver visto il film dei fratelli Coen dal medesimo titolo ho voluto leggere il romanzo dal quale è tratto Non è un paese per vecchi di Cormac McCarthy.

Il titolo in inglese No country for old men è un verso di un poesia di Yeats che parla di un impero opulento ma decadente, la stessa allegoria che l'autore ha espresso nelle pagine del suo romanzo.
Il libro è scritto in uno stile asciutto che lo rende perfetto per farne una sceneggiatura cinematografica e infatti il film ricalca quasi interamente le vicende raccontate.
Leggendolo dopo aver visto il film certe scene le ho immaginate come sul grande schermo, come pure l'aspetto dei protagonisti.

Non è un paese per vecchi di McCarthy


Non è un paese per vecchi: la trama



Il romanzo Non è un paese per vecchi si apre con le riflessione dell'anziano sceriffo
Uno deve essere disposto a morire per fare questo lavoro, e sono disposto a farlo, bisogna mettere a rischio la propria anima e io non voglio farlo, non l'ho mai voluto
Llewelyn Moss è un reduce del Vietnam che durante una battuta di caccia alle antilopi si imbatte in una carneficina, uno scambio tra trafficanti di droga finito male, e si porta a casa una borsa con due milioni di dollari.
La moglie capisce subito che le cose per loro finiranno male ma Llewelyn ha il cuore tenero e torna sul luogo della mattanza, in mezzo al deserto, per portare da bere all'unico sopravvissuto. Questo è sarà un errore colossale.
I trafficanti di droga non possono perdere impunemente una somma del genere e mandano sulle sue tracce Anton Chigurh, un assassino psicopatico dotato di una strana e micidiale arma.
Lo sceriffo Bell capisce di trovarsi di fronte un uomo che non si fermerà mai e perciò si rivolge alla moglie di Moss, Carla Jean, per trovarlo prima dello spietato killer.
L'inseguimento ai Moss e ai soldi si svolge tra il Texas e il Messico, dove l'uomo viene raggiunto da un cacciatore di teste, Wells, incaricato dai capi del narcotraffico di liberarsi dell'ingovernabile Chigurh, reo di aver ucciso anche uomini del boss.
Moss pensava di avere avuto un enorme fortuna a trovare tanti soldi, ma il suo destino dipenderà da chi lo troverà per primo: lo sceriffo o il killer.

Non è un paese per vecchi: la mia recensione


Il libro Non è un paese per vecchi di Mccarthy è scritto senza discorsi diretti che aiutino il lettore a capire chi sta parlando ma la lettura scorre veloce appassionandoci alle vicende di Moss e sperando che il bene prevalga.
Per oltre la metà del romanzo assistiamo a movimentati inseguimenti ricchi di suspense, ma poi il ritmo rallenta e il faccia a faccia tra i due non c'è lasciandoci spiazzati e chiedendoci: ora tutto finisce?

Il killer psicopatico che incarna il male non demorde e vuole saldare tutti i debiti in sospeso, nessuno che abbia avuto a che ridire con lui è ancora vivo perché dietro la sua aria imperturbabile e la sua mancanza di umorismo nasconde un senso del dovere incredibile.
Anche lui si lascia andare a ragionamenti filosofici
Ogni momento della vita rappresenta una scelta
 e la vita è già stata scritta, i suoi lanci delle monete per decidere la vita o la morte delle persone sono solo simbolici, perché secondo lui il risultato è già segnato e qualsiasi cosa (moneta) può essere uno strumento.

Tutto il racconto è inframmezzato dalle pagine in cui lo sceriffo fa le sue riflessioni sulla vita, i cambiamenti, il futuro e si distinguono perché sono scritte in corsivo.
Bell non pensa di essere diventato vecchio ma vede la nazione andare alla deriva, ci sono troppe cose che non vanno, è un uomo legato ai vecchi valori che non riconosce più il mondo in cui vive, la sua contea non vedeva omicidi da 41 anni e ora in una settimana ne conta addirittura nove!
Bell è diventato sceriffo per comandare e portare tutti sulla stessa barca, che ora sta andando alla deriva, e invecchiando si rende conto che non tutti invecchiano, il suo desiderio di aggiustare le cose è ormai svanito.
Non pensa di poter cambiare le cose perché la gente ha abbandonato i vecchi valori per diventare violenta e la gente cattiva non si può governare, nessuno c'è mai riuscito a farlo.
Due pensieri tra i tanti dello sceriffo mi hanno colpito:
La gente crede di sapere quello che vuole ma in genere non lo sa
La gente si lamenta sempre delle cose brutte che gli capitano senza che se le sia meritate ma non parla mai delle cosa belle
Sono due verità inconfutabili sulle quali non riflettiamo abbastanza perché non riusciamo quasi mai a capire quello che veramente vogliamo oppure ci lamentiamo della nostra vita senza renderci conto che abbiamo molte cose che ci rendono felici e appagati.
Bellissima anche la considerazione sulla vita espressa da Moss a una giovane autostoppista scappata da casa:
La vita è fatta di giorni che hai vissuto
come a dire che bisogna vivere giorno per giorno e non aspettare a realizzare quello che vogliamo in un futuro lontano.
Sembra strano trovare in questo libro permeato dalla violenza e dallo spargimento di sangue riflessioni tanto profonde, ma l'autore con il romanzo ha voluto raccontare la perdita di valori del mondo moderno che si tramuta in mancanza di senso civico e di rispetto per gli altri. Anche se per fortuna solo pochi diventano protagonisti di violenze, tutti gli altri però vivono la violenza come un fatto quotidiano inevitabile e "normale". Nelle nostre case tutti i giorni entrano col telegiornale notizie di stragi e queste vicende diventano parte della nostra vita e della nostra società che ha perso forse il senso dell'orrore verso alcuni fatti tragici.
Penso sia un libro interessante da leggere per chi ama i thriller o i noir, ma il finale lascia un po' di amaro perché sembra un non-finale, da leggere un paio di volte per capire bene cosa volesse comunicarci l'autore.

Breve biografia di McCarthy


Cormac McCarthy è nato a Rhode Island il 20 luglio 1933, figlio di un avvocato di successo e terzo di sei figli.
Alla nascita gli fu dato il nome del padre poi cambiato in questo di origine gaelica che significa "figlio di Charles".
Nel 1937 la famiglia si trasferisce in Tennessee e mentre frequenta l'università si arruola nell'esercito, dopo trascorre quattro anni, due dei quali in Alaska, dove ha un programma radio tutto suo.
Nel 1957 torna in Tennessee e riprende l'università, pubblicando anche due racconti che gli fanno guadagnare un prestigioso premio di scrittura creativa.
Nel 1961 sposa Lee Holleman, da cui ha un figlio, Cullen, interrompe gli studi prima di arrivare alla laurea e si trasferisce con la famiglia a Chicago, ma tornati in Tennesse si separano.
Nel 1965, grazie a una borsa di studio, s'imbarca per l'Irlanda e durante il viaggio s'innamora di Anne De Lisle, la cantante della nave, con la quale si sposa e viaggia per tutta l'Europa.
Nel frattempo pubblica il suo primo romanzo, Il guardiano del frutteto (The Orchard Keeper), nel quale parla dell'America dei suoi miti e delle sue angosce attraverso il genere western, e a Ibiza conclude il secondo Il buio fuori (Outer Dark).
Tornati nel Tennesse a vivere in una cascina ristrutturata si separa dalla moglie nel 1969 e si trasferisce a El Paso in Texas.
Attualmente vive con al terza moglie e il loro figlio a Santa Fè, nel New Mexico.
I romanzi di McCarthy più famosi sono: Meridiano di sangue e quelli della Trilogia della frontiera (Cavalli selvaggi, Oltre il confine, Città della pianura) permeati da violenza e ferocia, in cui il genere western si trasforma da sogno di nuove frontiere a incubo spaventoso.

Nessun commento:

Posta un commento

Prima di commentare ti invito a leggere la Privacy Policy del blog per l'accettazione.