25 gennaio 2019

La casa buia: la sparizione di Amanda

La casa buia è stato scritto da Dennis Lehane nel 1998 e racconta una storia drammatica e dai risvolti inaspettati.

La sparizione della piccola Amanda fa riflettere sul fatto che sia giusta la pena capitale, se sia ammissibile farsi giustizia da soli quando si tratta di crimini così odiosi.
Per me la risposta è sempre no, nonostante si possano capire alcune scelte, ma adesso passo a raccontare la trama.
Di questo romanzo è stato tratto anche un film, diretto da Ben Affleck, che è leggermente più appassionante del libro.

La casa buia: la sparizione di Amanda


La casa buia: la sparizione di una bimba


Il breve prologo di La casa buia è ambientato a Port Mesa in Texas dove troviamo Rachel, una donna bella e forte, che lavora come barista nella cittadina di pescatori dove tutti si conoscono. Si è inserita nell'ambiente alla perfezione e con uno sguardo mette tutti al loro posto, stravede solo per il suo bambino.
Il racconto, all'apparenza scollegato, si sposta in un quartiere degradato della città di Boston dove una sera scompare la piccola Amanda McCready, una bambina di soli 4 anni.
La polizia inizia le indagini che, però, sembrano non portare da nessuna parte e così gli zii della bambina, Beatrice e Lionel, si rivolgono alla coppia di investigatori Patrick Kenzie e Angie Gennaro.
All'inizio i due sono titubanti nell'occuparsi del caso ma, trattandosi di una bambina, alla fine accettano giurando a se stessi che la ritroveranno viva.
Dopo i primi colloqui con chi conosceva la bambina, esce un ritratto poco edificante del rapporto che aveva con la madre Helene.
La donna passa troppo tempo davanti alla TV, dalla quale sembra ipnotizzata, e con l'amica Dottie bevendo nei bar e assumendo anche droghe.
Amanda viene descritta come una bambina apatica a cui manca affetto, sicuramente la madre non si occupa di lei come dovrebbe. Proprio durante una sua assenza qualcuno l'ha rapita.
Gli investigatori però non riescono a capire per quale motivo qualcuno possa averlo fatto, così spunta anche l'ipotesi che il fatto sia legato a una banda di pedofili, ma nessuno quella sera sembra aver visto nulla di sospetto nei dintorni.
Ad un certo punto la storia si complica perché si viene a sapere che Amanda faceva il corriere per alcuni trafficanti di droga, molto pericolosi, e che un'ingente somma di denaro è sparita. Saranno stati loro a rapirla per riavere indietro il denaro?

Patrick e Angie interrogano delle loro vecchie conoscenze come Cacio Olamon, ora in prigione, e l'amico Bubba che sa tutto sul quartiere e i suoi abitanti.
Naturalmente non agiscono da soli, collaborano con investigatori della sezione crimini contro i bambini e sino alla fine si avranno colpi di scena e un finale inatteso.

Il romanzo non mi è piaciuto come il precedente La morte non dimentica perché ho trovato poco appassionanti le indagini degli investigatori, solo verso la fine diventa più interessante.

All'inizio il caso della sparizione della bambina sempre strano, poi esce il movente del traffico della droga e della sparizione di molto denaro e qui il racconto si sofferma troppo su interrogatori e supposizioni degli investigatori.
Neppure l'avventura sulla cava riesce a creare suspense e la narrazione risulta troppo piatta.
In alcuni punti avevo notato delle incongruenze, solo alla fine, quando si capisce come le cose siano andate veramente, si riesce a ricollegare ogni fatto accaduto, come dovrebbe essere in un thriller.
Peccato però che la narrazione sia troppo lenta e ripetitiva e sembri che il tempo non passi mai mentre gli investigatori praticamente non fanno nulla, aspettando che qualcosa accada.

Il tema affrontato nel romanzo La casa buia è sicuramente interessante, ma drammatico, perché pensare che tantissimi bambini scompaiano nel nulla ogni anno è terribile.
Molti purtroppo vengono trovati morti e molti spariscono e basta.

Nel racconto spuntano le figure di pedofili che compiono torture inenarrabili e che sconvolgono anche investigatori abituati, purtroppo, a vedere scene strazianti.
Si spera sempre che la piccola Amanda non sia capitata sotto le loro grinfie, ma che sia salva da qualche parte e possa tornare a casa.
Si, a casa, ma quale casa? La madre non la ama e non la cura come dovrebbe, pensa solo a se stessa, per fortuna che ci sono dei bravi zii che la accudiscono come fosse figlia loro.
La madre però è sempre la madre e chi meglio di lei potrebbe crescerla?

I personaggi del romanzo sono poco approfonditi e non risultano particolarmente simpatici, Pat troppo razionale e Angie troppo emotiva e non sembrano una coppia solida se pochi battibecchi possono metterli in crisi.

Il finale divide sicuramente tra chi si schiera per uno e chi per l'altro, ma secondo me la legalità va rispettata altrimenti si rischia di farsi giustizia da soli.
Come dice Patrick, quando gli chiedono se crede nella pena capitale:
Non penso che la società abbia né le capacità né il diritto di giudicare, dovrei lasciarli decidere sulla vita e la morte?
Lui crede solo in se stesso e nelle sue capacità di giudizio e non di quello della società, può essere visto come una sorta di giustiziere.

Titolo: La casa buia (Gone, Baby, Gone)
Autore: Dennis Lehane
Anno: 1998
Editore: Piemme
Pagine: 441

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