20 giugno 2018

I libri paradossali e allegorici di Saramago

Qualche anno fa mi ero ripromessa di leggere le opere degli autori insigniti del Premio Nobel per la letteratura e così ho scoperto un autore che scrive splendidi libri, a tratti paradossali e allegorici, come José Saramago.

La prima opera che ho letto è stata proprio il suo capolavoro, ovvero Cecità che nella versione originale s'intitola Ensaio sombre a Cegueira.
Il titolo ci rimanda al carattere saggistico di questa opera che vuole analizzare il comportamento umano in una situazione inusuale, terribile e che sembra senza speranza.

I libri paradossali e allegorici di Saramago cecità e l'uomo duplicato



I romanzi di Saramago che ho letto hanno trame particolari che sembrano quasi allegorie della vita e la sua originalità, che a tratti diventa quasi paradossale, è una delle cose che ho apprezzato maggiormente nelle opere.

Orgoglioso di essere il primo portoghese a ricevere l'ambito Premio Nobel nel 1998 e desideroso che la letteratura del suo paese fosse conosciuta anche all'estero commentò:

 Le parole sono l'unica cosa immortale; quando uno è morto, ai posteri rimangono solo loro

Recensione di Cecità di Saramago


In una città qualunque un uomo fermo a un semaforo con la sua auto diventa cieco all'improvviso e tutte le persone con cui viene a contatto si ritrovano nello stesso stato.
La sua non è una cecità "normale" ma soffre di una cecità bianca che lo fa vivere come immerso in un mare di latte.
Il governo preoccupato di non diffondere il contagio mette i malati in quarantena. Tra loro c'è anche la moglie di un oculista che si finge cieca per stare col marito.
Rinchiusi in un ex manicomio vivono situazioni degradanti e inizia una lotta tra disperati per sopravvivere, senza badare alle leggi morali e senza la speranza di uscire da lì.
Fuori però tutto il paese è colpito dal male e sembra che il mondo debba finire perché se un cieco può essere aiutato da chi vede chi può aiutare un popolo diventato cieco?

Il romanzo Cecità è una metafora sulla vita e sul comportamento degli uomini la cui mancanza della vista è una sorta di mancanza della ragione.
Saramago vuole condannare la società in cui viviamo, che finge di non vedere le falsità, le ipocrisie, le crudeltà e le sopraffazioni che rappresentano invece una dolorosa realtà.
I ciechi passano accanto ai morti non vedendoli come l'umanità ha sempre fatto, non sono diventati ciechi, lo sono sempre stati.
Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo. Ciechi che vedono. Ciechi che, pur vedendo, non vedono
Saramago vuole dirci che viviamo in mondo di ciechi in cui fingiamo di non vedere le cose che non ci piacciono e cerchiamo di allontanarci da loro, senza domandarci se siano giuste o meno, senza lottare per i nostri principi. Viviamo nell'indifferenza accettando le prevaricazioni e i ricatti.
Una delle poche persone ancora umane è la donna che si finge cieca, costretta a vedere la degradazione in cui vivono, a vedere corpi abbandonati, a vedere situazioni indescrivibili ma con la volontà di aiutare gli altri. Certo non può farsi carico di tutta l'umanità ma solo di alcuni di loro, lavarli, vestirli, sfamarli e far loro trovare un po' di dignità. Certo non usano i loro nomi, perché sarebbe inutile dato che non si vedono, si riconoscono solo dalla voce.
I gruppi di ciechi sembrano cercare di associarsi per poter vivere meglio, molti si interrogano sul destino dell'uomo e vogliono trovare un riscatto al male compiuto.
La coscienza morale è sempre esistita ma ora viene vista diversamente, il ladro trova una punizione esemplare nella cecità per aver approfittato della disgrazia di un uomo cieco e sembra rassegnarsi al suo destino.
Altri tirano fuori il loro lato malvagio prevaricando i più deboli, c'è chi usa la violenza per salvarsi e combattere i malvagi.

Cecità di Saramago è scritto con uno stile particolare con paragrafi lunghissimi e intercalati solo da virgole. Non ci sono discorsi diretti ma tutto è raccontato dai protagonisti e vengono descritte le loro emozioni e i loro pensieri.
Il romanzo è molto realista e crudo, alcune parti ci descrivono situazioni raccapriccianti, ma altre sono poetiche e profetiche, non posso che consigliarlo.

L'uomo duplicato di Saramago


Saramago ha uno stile molto particolare di scrivere e al posto del discorso diretto mette una virgola tra le frasi dei vari personaggi. Perciò le pagine del romanzo L'uomo duplicato sono fitte fitte ma vista la sua bravura nel tenere desta l'attenzione si legge velocemente intrigati da quello che succederà.

Il protagonista è il professore di storia che porta un nome molto particolare, ovvero Tertuliano Maximo Afonso, che dopo un matrimonio finito male vive da solo seppure ogni tanto frequenti Maria Paz.
Un giorno un collega lo invita a guardare un film dicendogli che lo troverà interessante e così scopre che un attore secondario, poco più di una comparsa, gli somiglia tantissimo anzi è proprio identico a lui.
Tertuliano rimane allibito e decide di scoprire il suo nome e dove abita per vedere se davvero sono identici ma in cuor suo è convinto che ogni parte del loro corpo sia identica e che uno sia la copia dell'altro pur desiderando di essere il primo nato ovvero l'originale.
Mettersi in contatto con l'attore, che scopriamo chiamarsi Antonio Claro, porterà a conseguenze imprevedibili e sconvolgerò la vita di tutte le persone a loro vicine.

Saramago è bravo nel raccontare una storia paradossale basata principalmente sui pensieri del protagonista e con poca azione ma che fa riflettere sul tema del doppio.
Dapprima conosciamo questo tranquillo professore che trascorre una vita senza grandi scossoni e che si lascia trasportare dagli eventi, indeciso su tutto compreso sui suoi sentimenti per Maria Paz.
Assistiamo poi alla nascita di un'ossessione verso una persona identica a lui che come lui anni prima portava i baffetti mentre ora sono entrambi rasati e che lo porta a diventare inquieto.
Nella sua situazione credo che tutti vorremo scoprire chi sia il nostro doppio ma utilizzando la logica potremo pensare che solo un gemello possa esserlo o un frutto di qualche esperimento di laboratorio!
Saramago non spiega perché i due siano identici, anche le impronte digitali sono uguali, ma racconta i pensieri che passano per la mente di Tertuliano che si rivela un debole e che perciò rimane alla mercé dell'altro.

Quest'uomo dalla vita monotona che non ha fiducia neppure della fidanzata non mi ha ispirato molto simpatia ma la storia è davvero appassionante soprattutto dopo che i due si sono conosciuti.
Certo che Antonio Claro è davvero una persona spregevole che pensa subito a come approfittare della situazione, ma chi la fa l'aspetti e magari il nostro Tertuliano si prenderà una rivincita.

Una storia molto particolare che fa riflettere sul tema del doppio e su come si possa essere uguali ma diversi. Un po' mi ha ricordato Uno, nessuno e centomila di Pirandello.

Cenni sulla vita di Saramago

José Saramago è nato ad Azinhaga, in Portogallo il 16 novembre 1922. 
Il suo primo romanzo Terra del peccato viene pubblicato nel 1947 ma non riceve un grande successo nel Portogallo oscurantista di Salazar.
Nel 1959 si iscrive al Partito Comunista Portoghese che opera nella clandestinità sfuggendo alla polizia del regime.
Negli anni sessanta diventa uno dei critici più seguiti del Paese nella nuova edizione della rivista Seara Nova e nel '66 pubblica la sua prima raccolta di poesie.
Per dodici anni è direttore di una casa editrice e dal 1972 al '73 curatore del supplemento culturale ed editoriale del quotidiano Diario de Lisboa e pubblica poesie, testi teatrali, novelle e romanzi.
Dopo lo scoppio della Rivoluzione dei Garofani, nel '74 e dà l'avvio a una generazione post-rivoluzionaria.
Pur restando uno scrittore comunista condanna lo stalinismo e fatica a vivere sotto il regime di Salazar.
Pubblica il romanzo Manuale di pittura e calligrafia nel '77 e quindi Una terra chiamata Alentejo sulla rivolta della popolazione della regione più a Est del Portogallo, con Memoriale del convento (1982) ottiene il successo tanto atteso.
Negli anni Novanta con L'assedio di Lisbona, Il Vangelo secondo Gesù e con Cecità ottiene successo a livello internazionale ricevendo nel 1998 il premio Nobel per la letteratura.

2 commenti:

  1. sembra molto interessante, stavo giusto guardando dei saggi sulla psicologia su Amazon, aggiungerò anche questo libro alla mia wishlist!
    _____
    Yelyzaveta Semenova
    www.yelyzavetasemenova.com

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  2. Avevo ragione a sentirmi affascinata da questo autore, prima o poi lo devo leggere un suo libro :)

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