Nel silenzio dei piccoli paesi si nascondono spesso le storie più oscure. Paolo Pinna Parpaglia costruisce proprio da lì un giallo che mescola tensione, giustizia e ambiguità morale.
Quasi innocente è un giallo che punta sull'atmosfera e sull'analisi dei rapporti umani più che sull'azione pura rendendolo una lettura piacevole, adatta a chi ama le storie corali e scoprire una verità sfumata e mai del tutto rassicurante.
Quasi innocente: recensione del giallo
A Borore, nel cuore della Sardegna, la tranquillità quotidiana viene spezzata da una serie di omicidi inquietanti e fuori dagli schemi. Un aggressore senza volto si introduce nelle case e costringe le vittime a diventare strumenti del delitto, lasciando dietro di sé una scia di paura e smarrimento. In una comunità così chiusa, il sospetto si insinua rapidamente e chi è considerato "diverso" finisce subito al centro delle accuse.
È il caso di Roberto Cherchi, principale indiziato che l'avvocato Antonella Demelas è chiamata a difendere. Ma il suo ruolo non si limita alla strategia legale: Antonella sceglie di indagare in prima persona, mettendo in discussione versioni ufficiali, pregiudizi e verità troppo comode. Più scava, più si rende conto che a Borore nulla è davvero come appare.
Per capire il motivo per il quale il giovane Roberto viene ritenuto colpevole va cercato nelle sue abilità di costruire marchingegni, infatti i delitti sembrano usciti dalla trama di film come "Saw". Le mogli sono quelle che tirando un cavo uccidono materialmente i mariti!
Chi è in grado di costruire questi meccanismi? La riposta è Roberto considerato che appena apprende di essere indagato si dà alla macchia nascondendosi in anfratti e luoghi che solo lui conosce.
L'indagine si sviluppa tra segreti taciuti, rancori radicati e legami familiari complessi. Il paese diventa un elemento centrale della narrazione con le sue regole non scritte e una diffidenza che rende ogni passo più difficile. L'atmosfera contribuisce a mantenere costante la tensione.
La scrittura è scorrevole e accompagna bene la lettura, rendendo il romanzo adatto anche a chi cerca un giallo non troppo crudo. I personaggi sono numerosi ma generalmente ben caratterizzati, e contribuiscono a creare un mosaico credibile di una comunità complessa. Antonella, in particolare, funziona come guida per il lettore: determinata, ma mai sopra le righe.
Le donne del romanzo sono per lo più vittime, la stessa Antonella nel cercare di riempire la sua vita di affetto si concede troppo facilmente tanto da pensare:
Un letto è facile da riempire, una vita no.
Nella trama principale l'autore inserisce come sottotrama un altro mistero accaduto anni prima che Antonella legge sulle pagine di un diario scritto da un bambino. Si potrebbe pensare che le due storie siano collegate, in realtà le due vicende s'inseriscono in un substrato sociale dove le faide e i delitti d'onore sembrano ancora avere peso.
La trama del romanzo, acquistabile online, è coinvolgente con colpi di scena ben distribuiti e senza eccessi di violenza gratuita. Il romanzo riesce anche a valorizzare l'ambientazione sarda, raccontata con attenzione e suggestione, tra tradizioni, paesaggi e dinamiche sociali riconoscibili.
Non mancano però alcune criticità. In certi momenti la storia tende a complicarsi più del necessario con sottotrame che rischiano di appesantire il ritmo. Alcuni sviluppi possono apparire forzati o meno credibili, e il finale, pur coerente, potrebbe non soddisfare chi cerca un impatto più forte o una risoluzione più incisiva.
Titolo: Quasi innocente
Autore: Paolo Pinna Parpaglia
Anno: 2019
Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 388

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